Export agroalimentare nel 2021: opportunità e strategie per l’area Medio-Orientale  

di Remo Ciucciomei

I prodotti della tradizione agroalimentare Italiana godono di un alto grado di apprezzamento da parte dei consumatori dell’area Medio-Orientale. Eppure la quota di export alimentare dell’Italia verso tali Paesi è una quota ancora ampiamente minoritaria. A titolo di esempio, negli Emirati Arabi - Paese che importa quasi tutto il cibo di cui ha bisogno per garantirsi l’autosufficienza alimentare (oltre 12 miliardi/anno) - solo 290 Milioni rappresentano la quota proveniente dall’Italia (il 2,4% del totale importato dagli Emirati) (dati ICE).

Visto in prospettiva di sviluppi possibili il dato segnala l’esistenza di un ampio margine di manovra per le imprese Italiane. Come anche riportato dal Rapporto ICE "Gli Emirati Arabi Uniti e le nuove opportunità" gli Emirati Arabi sono “un hub regionale imprescindibile per le aziende italiane che desiderano proiettarsi non solo sui mercati del Medio Oriente, ma anche su quelli dell’Africa orientale e dell’Asia meridionale”. Non bisogna inoltre dimenticare che, dopo il rinvio subito da EXPO 2020 a causa della emergenza pandemia, Dubai sarà la sede di EXPO nel 2021.

Le stesse crisi emergenziali dichiarate dai vari Paesi a seguito della pandemia del 2020 potrebbero contribuire all’allargamento dei margini di manovra dell’agroalimentare Italiano nell’area. Pur nella sostanziale stabilità dei numeri  - il 2020 non registra cali nella esportazione complessiva dei prodotti agroalimentari italiani – le crisi dell'anno appena passato hanno causato scossoni significativi nello status quo dei mercati di destinazione.

Gli impedimenti alla libertà di movimento hanno ad esempio contribuito a modificare le abitudini di acquisto dei consumatori contribuendo alla rotazione e talvolta alla sostituzione di player di mercato, di prodotti, di brand. Dall'altro lato, l'allarme sicurezza alimentare ha spinto gli stakeholders istituzionali ad avviare l'introduzione di nuove politiche nell’approvvigionamento alimentare.

Cambiamenti che meritano di essere  intercettati e interpretati correttamente dalle aziende che intendono giocare e vincere la sfida di una presenza stabile e strategica nei Mercati Medio-Orientali.

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La drastica accellerazione verso il digitale fa  pensare che stia per finire il tempo in cui un'azienda poteva rinviare il tema del rapporto diretto con il consumatore finale. L'adozione di un profilo strategico idoneo a sintonizzare di più e sempre meglio l’azienda con le istanze emergenti dei consumatori nei mercati di destinazione sembra oramai improcastinabile. Le aziende che vogliono esportare, dopo essersi chieste una volta di più se e come stanno evolvendo le abitudini di consumo a seguito delle emergenze Covid nell’area geografica dovranno chiedersi cosa stanno effettivamente comunicando attraverso i loro prodotti, il loro packaging, la loro presenza sui social, il loro sito aziendale, l'utilità del modello di business adottato, etc.

A questo proposito una indagine pubblicata da PwC -  network internazionale di studi di consulenza fiscale e assicurativa - “How resilient middle east consumers have responded covid 19”  fornisce un quadro dei principali cambiamenti prodotti dalle crisi 2020 sulle abitudini di acquisto dei consumatori nell’area Medio-Orientale. Il rapporto evidenzia che la quota di consumatori Medio-Orientali (49%) disponibile ad aumentare la propria spesa nel 2021 è superiore a quella media del resto del mondo (33%). Solo il 13% dichiara che si appresta a spendere meno nel 2021. Per quanto riguarda gli effetti delle misure emergenziali sui comportamenti dei consumatori viene sottolineate la forte accelerazione di tre tendenze che erano già in atto: aumento della spesa nei canali on-line, particolarmente attraverso gli smartphone; aumento degli acquisti on-line o al telefono per i prodotti alimentari; aumento dell’utilizzo e del consumo dei social media.  

Da notare che la percentuale di persone che acquistavano cibo prevalentemente o esclusivamente on-line è passato dal 21% del 2019 al 51% nel corso del 2020! Il 92% di questo 51% dichiara di trovarsi bene e che continuerà ad acquistare on-line anche dopo la crisi emergenziale.

Più del 75% del campione delle popolazioni dei Paesi target hanno dichiarato di essere diventati più attenti ai seguenti aspetti: salute mentale e benessere (83%) salute fisica (85%) dieta (84%) cure mediche (88%). Il dato interessante è che l’84% dei consumatori dei Paesi Medio-Orientali che si propongono una maggiore  attenzione alla dieta e agli aspetti alimentari è una percentuale sensibilmente più alta della media mondiale (63%).

Infine il rapporto mette in evidenza che il processo veloce di digitalizzazione del mercato sta producendo la disponibilità di un numero maggiore di dati e informazioni sul consumatore da parte delle imprese e che tali imprese, nella misura in cui riusciranno ad adottare  strategie di maggiore vicinanza al consumatore. saranno favorite.

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Altro elemento che le imprese dovrebbero attenzionare ha a che vedere con le fragilità che l’emergenza Covid ha messo in evidenza nei diversi Paesi dell’area Medio-Orientale e le reazioni a questa fragilità da parte dei vari stakeholder istituzionali. Tra queste sicuramente l'allarme sicurezza alimentare.  Nel corso della emergenza pandemica Paesi forti produttori di petrolio hanno dovuto constatare la drammatica e piena insufficienza dei loro sistemi di garanzia delle scorte alimentari. Questa situazione di emergenza nell’emergenza ha stimolato e sta  stimolando l'adozione di nuove politiche di indirizzo da parte degli stakeholder istituzionali che sollecitano le imprese locali e quelle che si vogliono interfacciare con i mercati Medio-Orientali a nuove sfide per il prossimo futuro. Tra queste lo sviluppo delle produzioni locali attraverso il ricorso all’alta tecnologia, l’attrazione di investimenti e lo sviluppo di azioni di partenariato internazionale.

Una realtà frammentata quella del Medio Oriente ma con punte di dinamismo e possibilità di evoluzione imprenditoriale che sanno sempre sorprendere. L’auspicio per il 2021 è che le imprese Italiane già presenti o che intendono avviare la loro presenza nell'area Medio_orientale sapranno leggere e interpretare queste trasformazioni traendone il migliore giovamento.